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DALL'ANTICO ALL'EVO MEDIO

ROMA NELL'ALTO MEDIOEVO

IL LAZIO E LA SUA CITTA'




La storia di Roma nell'Alto Medioevo (il periodo, cioè, che abbraccia i secoli dal V al X) è poco conosciuta. Mentre, infatti, l'epoca antica - dalla fondazione della città fino all'Impero - è universalmente nota e celebrata, la storia immediatamente successiva venne considerata, secondo un pregiudizio che risale all'Umanesimo, un'età di decadenza e quasi di involuzione.
Quando Roma abbandona il ruolo di capitale dell'Impero, quella che era stata l'Urbe dei Cesari pagani scopre dopo un lungo travaglio il suo nuovo ruolo e diviene il centro del Cristianesimo. Fin dal IV secolo numerosi pellegrini accorrono a Roma per visitare le tombe dei principi degli apostoli, Pietro e Paolo. Con Gerusalemme condivide così, ben presto, la nuova dimensione spirituale di città santa. Ed il capo della comunità cristiana di Roma, come successore di Pietro, rivendicherà il suo primato rispetto alle altre sedi apostoliche. Mentre i templi antichi vengono abbandonati e molti edifici pubblici sono adattati a chiese cristiane, l'autorità del papato cresce sempre di più fino a trasformarsi in potere politico: Roma viene governata dal papa e gli imperatori bizantini  rinunceranno, infine, alle loro pretese sulla città.




Nel IX  secolo sorge proprio a Roma il nuovo Impero per opera di Carlo Magno,  con la consacrazione di papa Leone III. La famosa notte di Natale dell'anno 800 segna non soltanto l'inizio dell'Impero carolingio, del resto effimero, quanto la rinascita del concetto imperiale di  Roma, centro dell'Occidente, che si contrappone a Bisanzio, ormai capitale dell'Oriente europeo.  Tale distinzione si rispecchierà anche nella coscienza religiosa e produrrà la frattura tra Cattolicesimo (romano e occidentale) ed Ortodossia (bizantina e orientale), le cui conseguenze sono purtroppo ancora vive ai giorni nostri.
Il conflitto tra paganesimo e cristianesimo, le lotte fra Romani e "Barbari", la guerra fra Goti e Bizantini, i contrasti con i Longobardi, la contesa politica e spirituale tra Oriente e Occidente, costituiscono alcuni dei motivi più rilevanti che caratterizzano questo periodo storico. Alla fine del lungo e tormentato percorso Roma sarà ormai una città nuova, alla quale continueranno a guardare con ammirazione non solo i Cristiani.
"La grandezza e la magnificenza di Roma sono tali  che è impossibile descriverle in modo appropriato" (al-Idrisi, geografo arabo, 1099-1164).




Dopo il 1870 e soprattutto tra il 1923 ed il 1927 la regione, sottraendo territorio a quelle vicine, si è ingrandita dalla Maremma fino al Garigliano. Ma già fin dall'antichità i confini del Lazio sono stati spesso alquanto mobili finché nel Medioevo il nome stesso scomparve per essere riscoperto solo dagli umanisti nel XVI secolo. Più del Lazio sono vive, invece, le sue subregioni storiche: Tuscia romana o Patrimonio di San Pietro, Sabina, Ciociaria e zona pontina (le ultime due comprese nella medievale Campania et Maritima). Anche il Cicolano, la terra anticamente abitata dalla popolazione degli Equi, affini ai Sabini, ha assunto il suo nome in epoca medioevale (Equiculanus) ed è compreso nella provincia di Rieti.
Le sue peculiarità si riflettono però nella difficoltà della regione a trovare una propria identità rispetto ad altre realtà italiane: si può essere calabresi, piemontesi, marchigiani, veneti e così via, ma è più arduo definirsi "laziali". Tuttavia alla base dell'omogeneità del Lazio si scopre un sostrato culturale antico. Innanzitutto nella lingua, il latino, che fu l'idioma della regione e della sua città; oltre duemila anni di storia, inoltre, hanno creato un enorme patrimonio spirituale. Esiste, in tal senso, una vastissima letteratura, senza dimenticare però i secolari apporti nel campo artistico, segnatamente per ciò che riguarda le arti visive e plastiche.











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